La musica in un laboratorio

Ogni giorno, nel mio laboratorio, ascolto la musica di pianoforti trascurati, ogni giorno raccolgo gli attrezzi e restauro questi strumenti nell’intento di riportare limpidezza al loro suonar.

Una casupola antica, fatta di mattoni rossi, leggermente diroccata forse perché trascurata nel tempo, questo è il mio laboratorio, luogo che considero come una casa.
Ogni mattina esco dalla mia abitazione, prendo l’autobus e percorro sempre la stessa strada: quarantacinque minuti di tragitto che oramai conosco a memoria e tutto ciò solo per andare in un luogo dove per molti io svolgo semplicemente un lavoro, ma, per me, invece, rappresenta la mia più grande realizzazione.
Entro, faccio un grosso sospiro, appendo la giacca ed il cappello, sistemo la mia borsa sulla scrivania e osservo i pianoforti pensando a ciò che dovrò fare. Prendo gli attrezzi del mestiere e li dispongo in modo ordinato sul tavolo da lavoro; nel silenzio di questa antica struttura sgombero la mente, raccolgo il primo attrezzo e riprendo ciò che avevo lasciato la sera prima.
Mi sposto da una parte all’altra del laboratorio, procedendo con i restauri, ascoltando di volta in volta quello che ogni strumento presente possa donarmi. È solo attraverso l’ascolto che capisco di cosa un pianoforte abbia bisogno: premo un tasto e ascolto attentamente la nota che si diffonde nell’ampio spazio nel quale mi trovo, sono gli anni passati qui e l’esperienza che mi permettono di intuire dove questa pecchi. Se uno strumento è in condizioni ottimali, allora, al premere del tasto, con una certa intesità, sentirò il suono diffondersi nel laboratorio, rimbalzare sui mattoni e tornare verso il mio timpano ancora e ancora, fino a ritrovare quel silenzio nel quale elaboro sensazioni ed emozioni che la nota può suscitare; se, invece, lo strumento non dovesse essere in buone condizioni, al premere del tasto (con la stessa intesità) il suono tenderebbe a disperdersi, lasciando che quella limpidezza udibile un passato rimanga un desiderio. Questo desiderio è l’obiettivo che mi pongo di raggiungere ogni giorno.
Qui io mi sento semplicemente libero di essere chi voglio e di fare ciò che amo; dopo tanti anni di lavoro, questo laboratorio è diventato a tutti gli effetti la mia casa.

Voi avete un pianoforte in casa? Siete amanti del suo dolce suono? Io non ne farei mai a meno, suonandolo produco e ascolto la sua soave musica, riempo lo spazio vuoto arredando il mio salotto con le sue splendide note.

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