Dal Clavicordo al Pianoforte: una breve storia

Nella storia lo strumento che riusci a coinvolgere di più le menti dei grandi compositori con le sue grandi capacità meccaniche fu proprio il pianoforte.

Forse non tutti lo sanno ma il pianoforte non è uno strumento creato dal nulla. Esso è frutto di diversi studi che partono dal suo diretto antenato: il “clavicordo”. Uno strumento nel quale le corde vengono percosse da un tangente in ottone che ne provoca la vibrazione e di conseguenza il suono (meccanismo simile ai martelletti del pianoforte attuale).

Il primo tra i più importanti costruttori fu proprio un italiano, il padovano Bartolomeo Cristofori che inventò nel 1700 uno strumento da lui battezzato con il nome di “gravicembalo”. Possedeva sia il piano che il forte (i concetti del “piano” e del “forte”: cioè la possibilità di ottenere intensità di volume differenti a seconda dello specifico tocco che si imprime al tasto) in quanto nel progetto si prevedeva semplicemente l’applicazione di una martelliera al “clavicembalo” (concorrente del clavicordo, preferito dalla popolazione dell’epoca). Benché la Meccanica di Cristofori fosse estremamente semplice, essa conteneva già le parti essenziali della meccanica del moderno pianoforte.
Fu con Gottfried Silbermann (1683-1753) che pero si potè parlare finalmente di “Pianoforte”. Il suo primo progetto fu realizzato attraverso l’utilizzo dei disegni di Cristoferi e Schröter; unì gli elementi di uno e dell’altro nel medesimo ottenendo così una meccanica basilare ma funzionale. Negli anni continuò a perfezionarla sia dal punto di vista meccanico che dal punto di vista sonoro ma il clavicembalo continuò ad essere preferito fino alla seconda metà del XVIII secolo.
Molti allievi di Silbermann seguirono le sue orme, in particolare JohannAndreas Stein. Egli migliorò la meccanica ispirandosi agli smorzatori e allo scappamento di Cristoferi; inoltre aprì una fabbrica ad Augusta dove i suoi strumenti divennero famosi per la “meccanica tedesca”, apprezzatissima da Mozart.
Intanto nel 1780 il pianoforte stava assumendo la sua forma originale, in Italia Domenico Del Mela creò il primo pianoforte a struttura verticale, che però venne presto abbandonata (per poi essere ripresa in un secondo tempo) lasciando spazio alla creazione del “piano da tavolo”, ovvero del pianoforte a coda orizzontale.

Nel XIX secolo il pianoforte conobbe uno splendore inaudito. Durante il romaticismo si ruppero le regole dell’arte classica e la ricerca di nuovi “colori sonori” permisero di accrescere le doti tecniche del pianoforte. Le menti libere dei compositori iniziarono ad influenzare anche i meccanismi del pianoforte stesso ed il numero delle corde cresceva, la loro lunghezza ed il maggiore diametro cominciarono a richiedere una evoluzione dell’intelaiatura: il legno lasciò spazio al metallo (Thomas Allen, 1831: primo telaio in metallo). A questo periodo si associa anche l’invenzione del pedale tonale (Theodor Steinway, 1874).

Nel XX secolo la ricerca timbrica, armonico-tonale e ritmica segnarono una nuova fase che porto il pianoforte a perdere il suo ruolo predominante. Anche la figura del compositore cambiò rompendo quel legame tra musicista e strumento che aveva pervaso le menti dei grandi artisti dell’800 (prima il compositore era creatore ed interprete della propria musica), non più limitandosi al solo pianoforte ma dando la possibilità all’aggregazione di più strumenti.

Nella storia resta però che quando si sente parlare di musica classica il pensiero va diretto a lui, allo strumento più completo per antonomasia: il pianoforte.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...