Musicoterapia: intervista con Elena Negro

Per cominciare raccontaci di te.

Amo descrivermi una “psicomusicista”, parola che racchiude gran parte del mio mondo. Ho iniziato ad avvicinarmi al pianoforte all’età di sei anni, e da quel momento la musica non ha mai smesso di far parte della mia vita.

La passione per il sociale mi ha spinta allo studio della psicologia, approfondito e ampliato successivamente con la specializzazione in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale.

Ho già accennato al fatto che la musica è da sempre il “sottofondo” di tutte le cose fatte fin’ora, non solo a livello personale, anche a livello professionale.

Queste due mie grandi passioni, fino a qualche anno fa hanno viaggiato su binari paralleli, ma ad un certo punto si sono potute incontrare, attraverso lo studio della musicoterapia. Ho studiato musicoterapia presso il Conservatorio di Alessandria, dove ero già allieva pianoforte. Tale corso di studi mi ha permesso di poter approfondire le conoscenze musicali, declinate però in ambito terapeutico o di sostegno.

Come si trasforma una passione in lavoro?

Mi reputo estremamente fortunata per poter lavorare con le mie due grandi passioni. Non è stato facile arrivare a trasformare la passione in lavoro, è stato un percorso lungo ed impegnativo, fatto di studio e di costanza. Ma posso assicurare che il mio lavoro, fatto di musica e di psicoterapia, è fonte di grandi soddisfazioni, che ripagano di tutti i sacrifici.

Come mai hai deciso di insegnare invece che tenere questa passione solo per te?

La musica è una “cosa” troppo bella, per renderla una cosa individuale. La musica è condivisione e relazione, questo mi ha spinto ad avvicinarmi all’insegnamento prima e alla musicoterapia poi.

Quali sono le gioie dell’essere un insegnante?

Sicuramente i sorrisi e le facce soddisfatte dei mie piccoli allievi quando riescono ad eseguire un brano, i genitori quando sono un valido supporto ai loro figli durante lo studio.

Spiegaci nei particolari in cosa consiste la musicoterapia.

La musicoterapia è una modalità di intervento di tipo pedagogico e/o psicologico che permette di lavorare sulla comunicazione: con l’aiuto del terapeuta si utilizzerà un codice comunicativo alternativo rispetto a quello verbale, quale il suono, la musica, il movimento. Il suono, la musica e il movimento sono alcuni degli aspetti fondamentali che permettono di aprire canali di comunicazione alternativi e permettono altresì di affacciarsi al mondo interno dell’individuo.

La musicoterapia ha diversi ambiti di intervento, dal punto di vista terapeutico essa diviene attiva stimolazione multisensoriale, relazionale, emozionale e cognitiva, impiegata in diverse problematiche come prevenzione, riabilitazione e sostegno al fine di ottenere una maggiore integrazione sul piano intrapersonale ed interpersonale, un migliore equilibrio e armonia psico-fisica. Un altro ambito di intervento è quello mirato alla donna in gravidanza e nel post gravidanza. Le ormai numerose esperienze di musicoterapia italiane ed estere confermano l’utilità di affiancare attività sonoro-musicali ai tradizionali corsi di preparazione al parto, poiché la musica può aiutare la gestante a rilassarsi, a contenere l’ansia e a raggiungere uno stato di generale benessere psicofisico.

Il percorso di musicoterapia nel post gravidanza, ha come finalità arricchire il linguaggio spontaneo tra la mamma e il suo bambino. La musica è un gioco importante e bellissimo perché antico, che li guida a un dialogo istintivo intessuto di suoni, ritmi, vocalizzi, movimenti, coccole.

Come ti è venuto in mente di utilizzare la musica nel tuo lavoro da psicologa?

La scelta è stata facile, mi è bastato unire le due mie più grandi passioni: la musica e la psicologia!

Come riesci a coniugare essere sia una psicologa che un insegnate di pianoforte?

Proprio perché la psicologia e la musica sono due aspetti fondamentali della mia vita, posso affermare che l’essere psicologa e insegnante di pianoforte riescono ad integrarsi perfettamente. La musica, spesso apre canali emotivi importanti, e credo che un insegnante di qualsiasi strumento debba trasmettere al proprio allievo tranquillità e sicurezza per affrontare al meglio ogni esecuzione.

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